Audizione del professor Mario
Baldassarri, vice ministro dell'economia e delle finanze
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca,
nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe
tributaria e le amministrazioni locali, l'audizione del professor Mario
Baldassarri, vice ministro dell'economia e delle finanze.
Con tale indagine, secondo il programma deliberato dalla Commissione, si
intende procedere ad una ricognizione dei rapporti tra l'anagrafe tributaria e
le amministrazioni locali, anche con riferimento alla riforma del Titolo V
della Costituzione in materia di federalismo fiscale, che ha attribuito un
proprio autonomo potere impositivo agli enti locali.
Ricordo che, nell'ambito dell'indagine conoscitiva finora svolta,
Prima di dare la parola al professor Baldassarri, vorrei ricordargli che tra le
tante questioni che sono state oggetto della nostra indagine conoscitiva e che
hanno dato spunto alla sua audizione, vi è la documentazione, con la relativa
presa di posizione ufficiale, da parte della Conferenza dei presidenti delle
regioni e delle province autonome, con la quale tale conferenza si è dichiarata
disponibile a partecipare al capitale azionario di Sogei. Dato che
MARIO BALDASSARRI, Vice ministro dell'economia e delle
finanze. Grazie, presidente. Devo doverosamente fare una premessa. Oltre
alla ripartizione delle deleghe formali, al Ministero dell'economia esiste una
ripartizione di sostanza nei compiti e nei ruoli della squadra del ministero
stesso. Per quanto riguarda l'argomento dei rapporti tra Stato centrale ed enti
locali, questa competenza è largamente demandata al collega Vegas, con il quale
avrei voluto prendere parte a questa audizione, per cui rinvio a lui le
valutazioni più analitiche su questo aspetto.
Solleverei due o tre argomenti che mi sembrano più di sostanza, che non
riguardano semplicemente gli aspetti tecnici, investono anche scelte politiche,
per le quali credo che il ministro Stanca abbia ampiamente risposto a questa
Commissione. Il processo di devolution implica a mio parere una
definizione più precisa delle singole responsabilità e autonomie, lungo la
filiera di ciò che chiamiamo pubblica amministrazione, o, se vogliamo, di un
Governo. Il primo punto quindi è il decentramento delle scelte, che però deve
implicare un'assunzione diretta e contestuale di autonomia e responsabilità sul
doppio fronte della spesa e della relativa copertura, attraverso il prelievo
fiscale.
Questo processo, a mio parere, oltre al punto cruciale della identificazione di
autonomie decisionali sul fronte della spesa e delle relative entrate, deve
andare insieme con una sistematica azione sul piano informatico nazionale,
perché altrimenti avremmo una giungla di sistemi tra loro diversi, che
impedirebbe di avere un quadro globale della situazione.
Faccio un esempio: in seguito alla riforma Bassanini, è nato il problema di
accorpare i vari ministeri. Il Ministero dell'economia e delle finanze
rappresenta l'esempio più emblematico di questo accorpamento. Ricordo che il
Ministero dell'economia e delle finanze di fatto ha assorbito la competenza di
cinque diversi ministeri: delle finanze, del tesoro, del bilancio, delle
partecipazioni statali e per il mezzogiorno. Abbiamo dovuto quindi affrontare
il problema dei sistemi informatici: i vari ministeri, che prima avevano una
loro autonomia sul piano informatico, avevano l'esigenza di accorpare le
relative banche dati informatiche. Tra le mie competenze vi è una apposita
delega, che faticosamente si sta realizzando, tesa ad una uniformizzazione dei
sistemi informatici, fondamentale all'interno del nostro ministero.
Se proiettiamo questa problematica sul piano nazionale e nel rapporto tra Stato
centrale ed enti locali, si capisce la dimensione della questione, rispetto
alla quale il processo di decentramento e di federalismo deve avere un punto di
riferimento comune. Anche al di fuori delle mie specifiche competenze, sono
profondamente convinto che l'uniformità di linguaggio e di accesso alle
informazioni sia un bene pubblico che vada difeso e tutelato, indipendentemente
dalle maggioranze politiche.
Detto questo, credo che ci sia uno spazio molto consistente per rendere
migliore il servizio con la minima spesa, attraverso una omogeneizzazione e un
coordinamento condiviso, a livello nazionale, di questo flusso di informazioni,
omogeneizzazione che ritengo indispensabile.
Devo dire che ci conforta molto il fatto che l'esperienza dell'anagrafe
tributaria e della società Sogei, che questo mestiere ha svolto negli ultimi
decenni, colloca l'Italia, di fatto, in una posizione d'avanguardia in Europa e
nel mondo. Peraltro, a questo proposito, un altro confronto interessante è dato
dall'Internal revenue service americano ed inglese. Infatti, mi è
capitato più volte di incontrare colleghi di altri governi europei, così come
rappresentanze del mondo economico e sociale di altri paesi, i quali guardavano
all'Italia per vedere come, in questo specifico settore, il nostro paese fosse
riuscito ad avere un sistema informatico di tale eccellenza: siamo il paese europeo
con la più alta informatizzazione nel settore fiscale e contributivo.
Tra l'altro, è noto come
Quindi, occorre apprezzare ma, soprattutto, mettere a frutto l'esperienza
dell'anagrafe tributaria e della Sogei. Quest'ultima ha servito prevalentemente
lo Stato centrale avendo seguito il fenomeno, avvenuto nel nostro paese,
dell'accentramento presso lo Stato centrale della quasi totalità delle entrate.
Non a caso è stata creata Sogei IT.
Le tematiche rilevanti per gli enti locali certamente sono le stesse che ha
dovuto affrontare l'anagrafe tributaria per il Governo centrale; tuttavia, vi
sono specificità e particolarità per cui occorre più spesso qualche abito su
misura: non sempre si può fare la confezione a taglie. Ritengo, però, che sia
utile a tutti il ruolo di Sogei IT. Essa, di fatto, può specializzarsi nella
società che si affianca a tutti gli enti locali per fornire un prodotto standard
che costa meno e rende di più, con la possibilità di avere un margine di
flessibilità in modo da permettere quell'aggiustamento «su misura» rispetto
alle varie tipologie di amministrazione e governo locale. Ovviamente, tutto ciò
deve avvenire in funzione e nel rispetto delle realtà territoriali, delle
dimensioni diverse dei governi locali e delle tematiche che ciascuno di loro
dovrà affrontare.
Infine, ritengo che sia opportuno - permettetemi di porre la questione in
questi termini per capirci - non mettere il carro davanti ai buoi, né,
tantomeno, discutere se arrivi prima l'uovo o la gallina. Ritengo che il lavoro
da svolgere consista nel definire, con
Ricordo, inoltre, che questa società è al cento per cento pubblica, dello
Stato, ciò non significando, però, ad esclusione dell'altro «pezzo» di Stato
rappresentato dagli enti locali. In questo senso, rivendico un passaggio
importante fatto in questa legislatura, anche per impulso di questa
Commissione, quando si trattò di definire la natura della società Sogei. Quando
ci fu la privatizzazione, nella precedente legislatura, del gruppo Telecom,
nell'ambito del quale ricadeva Finsiel e Sogei, un po' stranamente,
quest'ultima fu, per un periodo, un gruppo privato. Tuttavia, trovavo un po'
strano che una società, la quale, per mestiere, per mission, cura
l'anagrafe tributaria, fosse di proprietà privata (tant'è che discutemmo anche
con gli azionisti privati, pur condividendo i loro punti di vista, il
passaggio, il più rapido possibile, di tale proprietà interamente al Tesoro).
Anche da questo punto di vista, si è compiuto un lavoro utile, apprezzabile,
che ha riportato nell'ambito pubblico la proprietà della società. Non credo che
la diversa composizione della proprietà, tra vari livelli di governo, vada
posta prima della definizione dei contenuti.
Infine, vorrei svolgere due ulteriori riflessioni. Ritengo utile pensare ad una
società, come
La seconda riflessione si riferisce al problema dell'accesso e dello scambio di
informazioni, che ritengo un bene pubblico in senso lato nei rapporti tra lo
Stato, i cittadini, le imprese e le famiglie: più informazione, più
trasparenza, significa più democrazia concreta!
Questo deve valere, a maggior ragione, all'interno della pubblica
amministrazione nei rapporti tra i diversi livelli di governo. Oggi, la
tecnologia ci consente di far ciò in modo efficace (poiché il flusso di
informazione arriva rapidamente), efficiente (perché tale flusso arriva a costi
molto contenuti), con il bilanciamento della garanzia della riservatezza e
della privacy necessarie, ossia, con la garanzia dell'uso istituzionale
dell'informazione e non, eventualmente, al di fuori di tale specifica
competenza. Prendiamo l'esempio del catasto: è evidente che un catasto
completamente informatizzato ed aggiornato è un bene al servizio di tutte le
pubbliche amministrazioni. Esempi diversi possono risalire a qualche tempo fa
quando sentenze della Corte costituzionale o della Corte di cassazione furono
messe a disposizione degli operatori del settore e ciò ha enormemente
migliorato la qualità anche delle professioni private. Questi sono i temi di
fondo: come trasferire l'esperienza dell'anagrafe tributaria a livello di
governi locali, come supportare questa azione e come garantire l'interscambio
ed i flussi di informazione.
Considero meno rilevante soffermarsi sulla composizione del capitale sociale della
società, comunque pubblica, che deve svolgere tale ruolo, anche perché ciò che
conta nelle società pubbliche non è certo il patrimonio netto, a differenza
delle società private, dato che il loro valore è il servizio reso alla
collettività. Ciò vale anche per Sogei, il cui valore è rappresentato da come
introdurre trasparenza, efficienza ed informazione nel nostro paese nell'ambito
dei rapporti che riguardano i tributi, le imposte e le tasse.
PRESIDENTE. Ringrazio il vice ministro
Baldassarri, che ci ha fornito indubbi elementi di riflessione. Sono convinto
che il messaggio giunto dalla Conferenza permanente Stato-regioni e, più in
generale, dagli enti locali non sia, come lei ha giustamente notato, volto a
richiedere la partecipazione alla gestione di una società con un patrimonio
netto rilevante. Di fatto, vi sono tante società di questo tipo, talune anche
strutturate da parte degli enti locali. Il valore di una società come
Sotto questo profilo, nel momento in cui si parla di federalismo fiscale (per
la verità se ne parla più di quanto si veda attuato) è indubbia l'importanza di
una gestione corretta degli eventuali tributi trasferiti. Da una riflessione
proveniente dall'ANCI, è emerso uno scostamento di circa il 10 per cento delle
posizioni ICI, dovuto ad errate registrazioni dei codici di trasferimento. Una
banca dati raffinata, che riuscisse a trasmettere su tutto il territorio
nazionale in rete dati precisi, consentirebbe una fotografia reale della
situazione. Abbiamo mezzi tecnici che ci permettono di individuare l'esatta
posizione di una persona, ma non tali da individuare i proprietari di case?
Probabilmente la difficoltà è relativa all'immissione in rete di dati
esistenti, di cui si dice di ignorare l'esistenza. Le chiedo, vice ministro, se
lei, per quanto riguarda il ministero e più nello specifico le sue competenze,
ritenga che Sogei abbia ancora oggi un valore strategico fondamentale e se sia
possibile sviluppare meglio eventuali rapporti con gli enti locali o con altri
organi costituzionali come le regioni attraverso protocolli di intesa, scambio
di informazioni e fornitura di know how piuttosto che attraverso uno
scambio di partecipazioni azionarie.
MARIO BALDASSARRI, Vice ministro dell'economia e delle
finanze. Personalmente ritengo più efficace la prima via indicata rispetto
alla seconda; ciò era implicito nel momento in cui ho affermato di ritenere più
importante il contenuto rispetto al contenitore, perché così si affronta
direttamente la questione del che cosa fare. La sinergia tra Stato centrale e
governi locali deve essere sviluppata proprio attraverso l'approfondimento di
queste tematiche e l'approntamento degli strumenti più efficaci in quanto, da
una parte, il Governo centrale può fornire l'expertise accumulata, e
quindi efficienza e risparmi di spesa, dato che concentrando si può ottenere di
più spendendo meno, e, dall'altra parte, il fenomeno di accentramento delle
entrate presso l'amministrazione centrale ha fatto perdere, nei decenni
passati, la sensibilità della pubblica amministrazione sul territorio.
I miei coetanei ricorderanno certamente la vecchia imposta di famiglia che era
la base, negli anni cinquanta e nei primi anni sessanta, della finanza locale.
L'imposta di famiglia non era efficiente ed era poco moderna se la osserviamo
con ottica odierna, ma reputo importante non disperdere anche quella esperienza.
Oggi la tecnologica ci consentirebbe di fare fotogrammetrie aeree ma, senza -
diciamo così - volare troppo in alto, le caratteristiche del territorio
italiano con tante piccole e medie città permettono di realizzare una sinergia
tra amministrazione centrale ed ente locale, al fine di meglio monitorare il
territorio e far valere la rapidità con cui si possono realizzare certe
verifiche, senza arrivare ad una sorta di trattativa privata come avveniva per
la vecchia imposta di famiglia. La sinergia - ripeto - è tra l'efficienza e
l'assistenza dell'amministrazione centrale da un lato (non si tratta di
scoprire l'«acqua calda»; determinate situazioni sono già state affrontate e
risolte a livello centrale) e, dall'altro lato, il ruolo dell'ente locale che
può essere molto importante per prevenire e reprimere le aree di evasione o di
elusione. Non si tratta soltanto del problema, citato dal presidente, relativo
all'ICI con gli scostamenti tra quanto risulta al catasto e quanto ai comuni,
ma della più vasta platea del sistema fiscale italiano.
ALDO CENNAMO. Ringrazio anch'io il vice ministro, le cui riflessioni
toccano alcuni punti (ne ha enunciati quattro) al centro del lavoro della
Commissione che, come ha inizialmente ricordato il presidente, verte sui
rapporti tra il sistema di gestione dell'anagrafe tributaria e le
amministrazioni locali. Apprezzo molto, signor vice ministro, la sua
disponibilità già peraltro espressa in precedenti occasioni. Ritengo, però, che
al punto in cui è giunta l'indagine conoscitiva, per le riflessioni ascoltate,
vi sia ancora tempo - prima della fine della legislatura - per passare da una
dichiarazione di disponibilità ad una sua più cogente attuazione.
Voglio fare solo due riflessioni, che racchiudono un po' il mio pensiero e che
ho già avuto modo di esprimere in tante precedenti circostanze: la prima
riguarda un tema che lei ha affrontato compiutamente. Io posso dirle che sono
d'accordo sui contenuti e soprattutto sugli esiti finali a cui può portarci un
processo di reale decentramento dell'informazione: un maggiore interscambio
significa, come lei ricordava, maggiore libertà, maggiore trasparenza, maggiore
efficienza, maggiore collegamento tra centro e periferia.
Voglio partire da alcune considerazioni generali per specificare poi un'ipotesi
più di merito su questo tema del decentramento.
Ci troviamo in una fase in cui assistiamo, da una parte, ad una riduzione dei
trasferimenti alle autonomie e, dall'altra, ad una crescita delle competenze da
parte dei comuni.
Dall'analisi che è stata compiuta, in particolare dall'ANCI, dai bilanci degli
enti locali emerge la gravità della crisi finanziaria che oggi investe l'intero
sistema delle autonomie.
C'è un aumento dell'indebitamento, a fronte di entrate che sono pressoché costanti,
mentre si esaurisce la disponibilità di beni da alienare, che in questi anni
hanno consentito il pareggio dei bilanci degli enti locali.
Credo quindi che questo ci ponga oggettivamente nella condizione di dover
presupporre una accelerazione del processo di revisione del sistema tributario,
che non può comportare che una maggiore autonomia fiscale da parte degli enti
locali.
Quindi, il punto dell'autonomia fiscale e tributaria diventa un elemento
fondamentale, per cui gli enti locali hanno necessità di avere informazioni sui
contribuenti e sul territorio, in particolare informazioni catastali (come lei
richiamava prima) riguardanti terreni e fabbricati, nonché di utilizzare le
soluzioni tecnologiche avanzate già utilizzate presso alcune amministrazioni
centrali, segnatamente presso il Ministero dell'economie e delle finanze
(predisposte ed attuate proprio dalla Sogei, per il Ministero dell'economia),
avere una interfaccia di riferimento per l'accesso ai dati, e infine poter
usufruire di prodotti di base che possano essere messi a disposizione dei
comuni e del sistema delle autonomie in modo gratuito.
Allora, diventa importante riproporre il tema del rapporto tra sistema di
gestione dell'anagrafe tributaria e sistema delle autonomie locali, che è proprio
all'ordine del giorno dei lavori della nostra Commissione, nonché sul ruolo di
Sogei IT a supporto degli enti locali, perché Sogei IT è nata per questa
ragione. Abbiamo però avuto modo di riscontrare (si ricorderà il presidente),
che in alcuni casi abbiamo avuto delle oggettive difficoltà nel creare questa
relazione e questo rapporto.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cennamo, ciò
anche in relazione ad un fatto: noi abbiamo audito, lo dico per il professor
Baldassarri, i vertici di Sogei IT, proprio quando il giorno prima si era
verificata una scomposizione all'interno dell'assetto azionario, ed oggi la
società è partecipata al 100 per 100 dallo Stato, però in forme diverse, in
quanto la quota del Ministero dell'economia e delle finanze non è il cento per
cento ma il 35 per cento (se non erro), mentre la restante parte del capitale
azionario è in capo alle agenzie.
ALDO CENNAMO. Il presidente ha completato il mio pensiero, per quanto
riguarda Sogei IT, rispetto alla quale noi abbiamo un nuovo appuntamento con i
dirigenti della società medesima.
Io penso che il complesso di questioni che citavo potrebbero consentire
comunque di avere gratuitamente i dati da gestire ai fini di un interesse
generale, in particolare per la lotta all'evasione fiscale e la riduzione
dell'elusione fiscale.
E' facile, portare l'esempio dell'ICI. Potrebbe esserci da parte dei comuni, se
disponessero di dati e soluzioni tecnologiche avanzate, la gestione delle
attuali basi imponibili, con l'introduzione di valori catastali più realistici
degli immobili, rispetto alle rendite catastali sulle quali si determina il
gettito dell'ICI che, ricordiamo, è il gettito più importante ancora oggi per i
comuni.
E allora, se ci fosse la disponibilità a trasferire questi archivi, questa
conoscenza, noi potremmo fornire, come lei diceva all'inizio, anche servizi
aggiuntivi ai cittadini. Pongo allora questa prima domanda: perché non si
valutano i vantaggi, per l'intero sistema paese, che potrebbero essere prodotti
dal decentramento delle informazioni e dal collegamento dei sistemi? Il catasto
si trova al primo posto nelle priorità: sappiamo che per esso vi è una proroga
al 2006, ma ci sono altri interi archivi dei contribuenti, con i relativi
redditi, che potrebbero essere trasferiti e che non presentano le stesse
difficoltà che abbiamo avuto quando si è affrontata la questione del catasto.
Poiché su tale questione io, pur apprezzando la disponibilità, credo tuttavia
che occorra fare un passo avanti, sto maturando l'idea (sebbene, rispetto alla
disponibilità, ancora qui riaffermata da parte del ministro Baldassarri, non ci
sarebbe bisogno di farlo) di presentare sull'argomento una apposita proposta di
legge. Intenderei fare questo perché credo che sussistano comunque altre
resistenze. Le normative esistenti consentono il trasferimento, ma visto che
non si fa, allora, se può servire per stimolare e proporre una nuova
sollecitazione sull'argomento, io sono disponibile anche a presentare questa
proposta di legge (ho già preparato una prima bozza di testo, che mi
preoccuperò ovviamente di far leggere anche al presidente) perché si provochi
una maggiore decisione e accelerazione sull'argomento.
C'è una seconda questione che racchiude, signor ministro, alcune delle cose che
lei ci ha ricordato oggi, che del resto sono all'attenzione della Commissione,
e credo dello stesso Governo.
Si tratta della efficienza delle strutture tecnologiche del Ministero delle
economia e delle finanze. Voglio ricordare che anche qui, sull'argomento,
abbiamo esercitato una sollecitazione attraverso una proposta di legge che ho
presentato nell'ottobre 2002.
Oggi, al Ministero della economia e delle finanze fanno capo, possedute al
cento per cento,
Uno studio dello stesso ministero evidenzia che l'accorpamento delle strutture
(immobili e macchine) porterebbe ad un notevole risparmio, si dice nell'ordine
di 20 milioni di euro all'anno, se si procedesse verso una razionalizzazione
dell'esistente.
Altri risparmi sarebbero possibili sul fronte delle forniture di software e
di prodotti di information technology. CONSIP bandisce continuamente
gare per l'acquisto di prodotti, strutture, e soluzioni di information
technology, mentre Sogei dispone di una ampia ed efficace capacità
operativa. Noi abbiamo detto in ogni circostanza, in questa Commissione e anche
all'estero (in altre circostanze), che siamo dotati di un patrimonio
informatico di straordinaria importanza: siamo i primi in Europa, abbiamo avuto
modo, anche nel corso delle visite fatte proprio in Germania (in relazione
all'indagine sul federalismo fiscale che Camera e Senato hanno fatto insieme),
di rilevare che il nostro non è un primato di cui accampiamo diritti, ma è un
primato reale, perché siamo all'avanguardia in questo settore. E allora, è
ancora più pregnante e più pressante l'esigenza di procedere a mettere a frutto
pienamente questa nostra capacità operativa.
Una riforma dell'intero sistema, se ben progettata e facendo leva
sull'importante patrimonio che già è a disposizione del Ministero dell'economia
e delle finanze, oltre ai risparmi, potrebbe produrre l'infrastruttura vera di
gestione dei bilanci dello Stato in tutte le sue componenti e consentire anche
la valutazione delle leggi, l'analisi della loro ricaduta sullo sviluppo
economico del paese, gli effetti di specifici interventi in determinati
settori.
Questa ipotesi di razionalizzazione, come ricordavo prima, era già contenuta in
quella proposta di legge. È possibile oggi ipotizzare un diverso utilizzo del
patrimonio di Sogei, di CONSIP? Questa riorganizzazione non potrebbe che
portare vantaggi al sistema dell'economia e al sistema paese. Su questo
aspetto, anche se lei richiamava le competenze di altri organismi statali,
sarebbe comunque importante avere delle risposte, visto che la nostra indagine
è rivolta, nell'ambito di un'ampia razionalizzazione di queste risorse, a
garantire un diverso funzionamento del sistema delle autonomie, nell'interesse
generale, che non può non venire anche da decisioni importanti che il Governo
dovrà assumere nei prossimi mesi.
MARIO BALDASSARRI, Vice ministro dell'economia e delle
finanze. Per quel che riguarda il primo tema, sollevato dal commissario
Cennamo, condivido l'idea che la disponibilità debba portare alle decisioni.
Vorrei però fare una precisazione. Credo che occorra fare delle distinzioni
all'interno delle cosiddette autonomie locali, oltre che valutare il rapporto
tra Governo centrale e autonomie locali.
Credo che esista un problema di qualificazione di tipo politico, nel senso più
nobile del termine, dell'assetto istituzionale, perché lei giustamente ha
sottolineato un processo in atto da anni, dove non sono minori i trasferimenti
in senso assoluto, ma di fatto l'incremento delle competenze è stato più forte
dell'incremento dei trasferimenti. Questo fenomeno, a mio parere, ci deve
spingere a distinguere tra governi regionali e comunali. Credo che i comuni
abbiano un problema serio, e questa è una scelta politica. La mia personale
convinzione è che il comune è più vicino al territorio, assolve meglio ai
doveri nei confronti del cittadino, mentre in qualche caso la regione riproduce
pregi e difetti dello Stato centrale, sia sul fronte dei servizi sia su quello
della conoscenza dello stesso territorio (non credo che una regione abbia più
elementi dello Stato centrale).
Organizzare il federalismo fiscale, con la relativa autonomia, richiede la
necessità di tener conto di questa ripartizione di compiti. Per quelle che sono
le mie conoscenze, anche pregresse rispetto a questa esperienza di Governo, ma
confermate nel corso di questa esperienza da conoscenze di informazioni di
natura contabile, le aree in cui è possibile «efficientare» e migliorare, a
costi più bassi, o con servizi migliori, sono presenti più a livello regionale
che a livello comunale. La situazione dei comuni è molto più stringente e più
forte e da questo punto di vista «l'efficientamento» ha meno potenzialità.
Secondo me c'è un problema di accorpamento dei servizi di base, soprattutto nei
piccoli comuni, attraverso la costruzione di servizi collettivi, processo che è
in atto ma che comunque richiederà del tempo. All'interno dei bilanci regionali
si possono trovare invece molti più spazi per migliorare l'efficienza della
spesa pubblica.
All'interno di questo tema, lei ha sottolineato il ruolo di assistenza che
Sogei può svolgere nei confronti degli enti locali, con vantaggi che secondo me
ci sono per tutti. Il problema non è il costo del servizio a carico dei comuni
per l'assistenza svolta da Sogei, perché da questa sinergia, migliorando le
condizioni, ci sarebbe comunque un vantaggio per la collettività sia a livello
locale che nazionale. Il fatto che Sogei possa prestare servizi gratuiti non
vuol dire che la collettività non paga questo servizio, ma vuol dire che il
pagamento non avviene attraverso una fatturazione privatistica, bensì con il
raggiungimento di un risultato congiunto.
Personalmente ho qualche dubbio circa la definizione di autonomia delle
cosiddette agenzie, che secondo me va rivista. Autonomia non vuol dire
autoreferenzialità, anche se in qualche caso questo rischio può esserci. E'
stato fatto l'esempio del trasferimento di quote azionarie di Sogei all'Agenzia
delle entrate e all'Agenzia del territorio. Lo stesso presidente della Sogei,
Trevisanato, nel corso dell'audizione svoltasi il 15 dicembre scorso, aveva già
anticipato questo punto.
Non vedo motivazioni così pressanti per «rispalmare» la proprietà di Sogei tra
il Ministero dell'economia e delle finanze e le agenzie, che in realtà sono già
parte di questo ministero, a meno che non ci sia all'interno un progetto
industriale specifico, ma occorre distinguere le situazioni. La partecipazione
può anche prescindere dal fattore del capitale.
PRESIDENTE. Sul punto, vorrei ricordare che,
quando si sono presentati i vertici di Sogei IT, non c'era alcun piano
industriale. Proprio per questo motivo, abbiamo programmato un'audizione per
verificare se, alla luce della partecipazione delle due agenzie, vi sia o meno
un piano industriale che ne legittimi o ne giustifichi la partecipazione,
proprio secondo la direzione da lei accennata.
MARIO BALDASSARRI, Vice ministro dell'economia e delle
finanze. Vorrei aggiungere qualche osservazione sul secondo argomento.
Quando mi recai presso questa stessa Commissione per un'audizione sul tema
della Sogei e della sua ripubblicizzazione, mi permisi di esprimere un'opinione
che continuo a mantenere molto fermamente, sempre nella logica che è bene
sapere chi fa che cosa.
Sogei è quella importante società italiana che ci ha dato il primato in Europa
e nel mondo per l'anagrafe tributaria, un mestiere ben specifico, che,
giustamente, deve essere esteso ed allargato ad altri livelli di governo nello
stesso comparto. Nella ripartizione dei compiti, avevo indicato che questa era
la missione principale di Sogei, ben distinta da quella di CONSIP, che
consiste, invece, nel rendere efficiente la pubblica amministrazione in merito
agli acquisti di beni e servizi sull'informatica che però non dovevano
riguardare tematiche fiscali e tributarie (anche perché l'efficienza della pubblica
amministrazione non si esaurisce nella gestione dei tributi posto che ci sono
infiniti altri campi dove ciò è possibile).
Per questo motivo, confermo sia il mio personale sforzo, sia quello all'interno
del Ministero dell'economia e delle finanze in vista di un'organicità e di un
coordinamento delle varie funzioni informatiche interne allo stesso ministero,
ciò comportando una prospettiva di risparmio di spesa e di ottenimento di
servizi che saranno maggiori in quantità e migliori in qualità.
Non a caso, ho recentemente costituito una commissione tecnico-politica,
coinvolgendo tutti i dipartimenti del Ministero dell'economia e delle finanze.
Una commissione tecnica sottostante deve poi fare l'inventario delle esigenze e
dei bisogni al pari di quello delle attuali situazioni. Come infatti accennavo
all'inizio della mia illustrazione, ancora oggi ci sono sistemi informatici
diversi con la tentazione, da parte di singoli componenti del ministero ma, più
in generale, della pubblica amministrazione, essendo un fenomeno che,
purtroppo, si può riprodurre su tutto il territorio nazionale ai diversi
livelli, di gestire in proprio, da parte di ogni singolo centro di
responsabilità, queste tematiche. Infatti la gestione in proprio apparentemente
accorcia i tempi e velocizza le decisioni (per cui, se ho bisogno di qualcosa,
mi rivolgo direttamente o a Sogei o a CONSIP o al mercato e la ottengo).
Tuttavia, questo approccio, alla fine, complica enormemente le cose perché è
come pensare di vincere una gara di formula uno, invece che con una Ferrari,
con sette FIAT 500: non si corre allo stesso modo! Si tratta di un impegno
politico che il ministero sta assumendo per ciò che riguarda le sue competenze
interne.
D'altro canto, non è infondata la stima cui l'onorevole Cennamo ha accennato
dicendo che si possono risparmiare 20 milioni di euro. Ritengo che
coordinandosi, cooperando e razionalizzando, lo spazio di risparmio possa
andare ben oltre i 20 milioni di euro. Tuttavia, già questo è un passo
importante. Potrebbe rappresentare un obiettivo di risparmio di spesa ma anche,
a parità di spesa, un obiettivo per offrire molti più servizi. Ciò è rimesso ad
una scelta politica: potrebbe essere un po' l'uno, un po' dell'altro. Il
problema, comunque, sta nella responsabilità, verso il cittadino contribuente,
di sapere dove vengono messe le risorse.
ALDO CENNAMO. C'è un moltiplicazione di hardware e software
che è facile attivare ma che poi bisogna armonizzare: questa è la parte
difficile. Ecco perché, a fronte di un grande patrimonio di conoscenza di cui
disponiamo, se, da un lato, si mettessero a disposizione le banche dati e,
dall'altro, si attivasse un livello di collaborazione al fine di evitare
l'acquisto di hardware e software genericamente detti, la
situazione migliorerebbe.
Ci sono, per esempio, le banche dati del Ministero delle politiche agricole,
del Ministero dell'ambiente che sono gestite dall'anagrafe tributaria: perché
non metterle a disposizione dei comuni? Questo è un problema che va
nell'interesse generale del paese! Bisogna potere offrire questi dati e questa
conoscenza per attivare, poi, su quest'ultima le politiche a livello locale.
MARIO BALDASSARRI, Vice ministro dell'economia e delle
finanze. Vorrei solo ricordare che, purtroppo, CONSIP è stata sostanzialmente
ferma per circa un anno. Proprio in occasione di un'interrogazione parlamentare
alla Camera, ho avuto occasione di sottolineare quanto è stato ricordato, ossia
che l'efficienza della pubblica amministrazione, la trasparenza, le
informazioni e i risparmi che si possono ottenere sono beni pubblici
collettivi.
Ho piacere di sostenere e sottolineare questo punto avendo - chi mi conosce
bene lo sa - una formazione molto liberale, con un concetto molto spinto di
economia di mercato ma, proprio per questo, avendo anche un concetto molto
profondo e sentito della serietà dell'esistenza dei beni pubblici e collettivi,
che il mercato non produce. Uno di questi beni è dato dalla trasparenza ed
efficienza della pubblica amministrazione. Certamente, è un bene tra i più
importanti e dovrebbe essere un obiettivo comune da perseguire al di là delle
maggioranze o delle minoranze (possiamo sempre discutere sulle forme e sugli
strumenti nelle decisioni). Tale obiettivo deve essere condiviso perché si
tratta della responsabilità collettiva verso ogni euro che il contribuente paga
e della responsabilità di ottenere ogni euro in più rispetto a quelli che il
contribuente non paga perché evade.
PRESIDENTE. Ringrazio il professor Baldassarri
per la sua esauriente relazione e per le sue esaustive risposte. Indubbiamente,
egli ci ha riferito in ordine alle sue competenze. Per quanto riguarda le
tematiche più strettamente legate agli enti locali, approfondiremo la materia
con il sottosegretario Vegas.
Dichiaro conclusa l'audizione.